Qual è l’atteggiamento degli italiani nei confronti degli immigrati? “In generale sono molto accoglienti, ma temono il confronto tra diversità. Devono capire che bisogna accettarsi reciprocamente così come siamo, senza cercare di cambiarsi”. A parlare è Lella Forfan, peruviana, da otto anni in Italia consulente aziendale. Al convegno della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) che si è concluso oggi a Faenza, la parola è passata agli immigrati. Voci che provengono da Bangladesh, Camerun, Perù, Albania, Marocco e che raccontano esperienze di vita e di lavoro in Italia con le difficoltà e gli aspetti positivi. “Il primo problema, arrivando in Italia, è l’approccio con i datori di lavoro – ha detto Forfan -, la mancanza di rispetto reciproco. Alcuni pensano che gli immigrati non abbiano cultura ma poi i più aperti e preparati iniziano a capire e accettano la sfida”.” “Secondo Patrick Messen, camerunese studente di economia e commercio “Il razzismo non esiste, esiste l’ignoranza”. Messen ha riconosciuto però che d’altra parte, gli stranieri devono cominciare a rendersi conto che l’idea dell’Italia come “terra promessa, paradiso terrestre è sbagliata”. “I primi responsabili di una informazione corretta da dare ai nostri connazionale siamo noi; dobbiamo essere onesti e dire loro di non aspettarsi di essere subito accolti con facilità, ma che bisogna comunque faticare per ottenere una vera integrazione”.” “Artur Kalo, albanese ha parlato delle difficoltà del suo Paese nel gestire l’attuale accoglienza dei profughi kosovari, “visto che l’Albania è il Paese più povero d’Europa”. Kalo ha raccontato i motivi che durante il regime comunista lo hanno costretto a fuggire.”Una volta – ha detto, tra l’altro, – sono stato interrogato per ore dalla Polizia perché sorpreso ad ascoltare alla radio una canzone italiana”.” “