“Non possiamo rassegnarci, come uomini e come cristiani, alla logica della guerra che porta con sé un corredo di odio, distruzione e morte”. Lo scrivono i vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta a termine della ordinaria sessione della Conferenza episcopale piemontese, svoltasi nei giorni scorsi. In una dichiarazione comune, i vescovi si rivolgono alle “coscienze dei credenti e degli uomini di buona volontà perché sappiano contrastare e superare il diffuso atteggiamento di assuefazione e quasi rassegnata indifferenza di fronte ad avvenimenti che non possono essere considerati inevitabili e tanto meno giustificabili”. I vescovi uniscono la loro voce con quella del Papa per “deplorare ogni atteggiamento che non combatta la persistente cultura di guerra e la tentazione di risolvere i problemi con la ragione della forza invece che con la forza della ragione”. Ribadendo che “nessuna neutralità è possibile per chi crede nel Signore della pace”, i vescovi chiedono alle comunità cristiane di tenere viva la speranza nella “capacità dell’uomo di confrontarsi sul terreno della giustizia e del diritto”; di “operare costantemente per una mentalità di accoglienza e di pace” e di “farsi partecipe, con concrete forme di solidarietà, delle sofferenze di tanti fratelli e sorelle la cui vita è stata sconvolta prima dall’oppressione e dalla gratuita violenza e ora dalla guerra”. La Conferenza episcopale piemontese si rivolge anche “i massimi responsabili di questa drammatica situazione affinché perseguano tutte le vie di incontro e di dialogo per tempestivamente troncare questa ennesima immane tragedia”.