La virtù della carità, l’esperienza del volontariato e di servizio al prossimo, per i firmatari del documento “Molte povertà un unico annuncio”, risultano “particolarmente attuali oltre che necessari in un tempo nel quale è in crescita la domanda di senso della vita”. Questo perché, si legge nel testo, “il tempo speso nel servizio al prossimo diventa punto di riferimento su cosa si fa del resto del tempo, su come si usa quello che si possiede e provoca un cambiamento nei rapporti con la famiglia, gli amici, il lavoro”. Di qui l’importanza della testimonianza della carità, decisiva anche per l’incontro con i non credenti: “Per chi non ha mai svolto una particolare attività caritativa – affermano la associazioni di volontariato – sarà il ‘vedere’ qualcuno che è stato trasformato dalla virtù della carità, che potrà essere un inizio di cambiamento. Quante persone, anche non cristiane, sono rimaste colpite e affascinate, ad esempio, dallo sguardo di Madre Teresa di Calcutta!”. Attraverso l’esperienza del servizio ai poveri, ai piccoli e agli ultimi, quindi, “i credenti diventano costruttori di una Chiesa che si fa casa accogliente per tutti, spazio concreto di riconciliazione”. “Ogni autentica esperienza di carità vissuta – viene sottolineato, infine, nel documento – rispetta l’altro come persona senza giudicarlo, fa maturare umanamente e cristianamente, stimola le istituzioni a perseguire la qualità della vita di ciascuno, a partire dagli ultimi, anticipa profeticamente nuovi rapporti sociali, contribuendo a costruire la civiltà dell’amore”. (segue)