“Il mondo non può e non deve assistere al tragico spettacolo di bambini, donne e gente di ogni età pagare senza cibo e senza aiuto medico”. Si apre così la risoluzione approvata dai sette premi Nobel per la pace riuniti a Roma per il loro primo summit, organizzato dalla Fondazione Gorbaciov e dal comune di Roma. “noi premi Nobel per la pace riuniti a Roma il 21 e 22 aprile 1999 – continua il comunicato – chiediamo una immediata risoluzione del conflitto nei Balcani attraverso la via del compromesso, la sospensione delle attività militari e l’immediato inizio delle trattative. Noi consideriamo che detto compromesso debba realizzarsi alle seguenti condizioni: dare la possibilità ai profughi del Kosovo di ritornare alle loro case; sostenere adeguate iniziati per sospendere la catastrofe umanitaria; ricostituire la piena autonomia delle popolazioni del Kosovo; garantire tutti i necessari aiuti ai profughi stessi”.” “”La realizzazione di tali iniziative – si legge ancora nella risoluzione – deve avvenire attraverso l’utilizzazione di forze multinazionali sotto l’egida dell’Onu e sulla base delle decisione del Consiglio di sicurezza. Noi sosteniamo l’organizzazione di una conferenza internazionale per l’intero complesso dei problemi di sta regione. L’obiettivo deve essere l’europeizzazione dei Balcani e non la balcanizzazione dell’Europa”.” “I setter premi nobel (i sei già riuniti ieri erano stati raggiunti in serata da Shimon Peres) non hanno escluso “la possibilità di andare a Belgrado” ed hanno espresso la volontà “di continuare i nostri incontri”. Nella mattinata erano stata ricevuti dal Papa ed avevano incontrato i presidenti della Repubblica e del Consiglio dei Ministri.” “” “