KOSOVO: ANCHE LA CARITAS ITALIANA NEI BALCANI

Ad un mese dall’inizio dei bombardamenti, la Caritas Italiana promuove momenti di preghiera nei Balcani “feriti dalla guerra” e lancia un messaggio a credenti e governanti. La prossima settimana 5 delegazioni composte da un vescovo e da rappresentanti di Caritas Italiana e Caritas diocesane si recheranno in questi “Paesi del dolore” per testimoniare “prossimità alle chiese sorelle, per fare il punto sugli aiuti e soprattutto per pregare insieme ed in chiave ecumenica il Dio della pace”. La Caritas coglie questa occasione per lanciare un messaggio nel quale, tra l’altro, si ricorda che “nessuna violenza è senza peccato e ogni atto che toglie la vita o la offende, rivolto a qualsiasi essere umano, si pone al di fuori del progetto di pace che il Padre attende dai suoi figli e dall’intera umanità come famiglia”. La Caritas si rivolge ai governanti del nostro Paese a cui chiede “di trovare vie inedite e coraggiose, sempre possibili, per ribadire la fedeltà al dettato costituzionale con cui l’Italia, uscita da una terribile guerra e liberatasi da una dittatura, decise di ripudiare la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Agli Stati, la Caritas lancia anche una proposta concreta: “destinare una parte del bilancio fin qui impiegato per la difesa armata a intelligenti progetti di ricerca applicata alla tutela e promozione della pace e dei diritti, al sostengo nonviolento delle popolazioni oppresse”.