INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA: VINCE LA “RICERCA DEI VALORI” (2)

I curatori della ricerca evidenziano inoltre la “stabilità nel tempo” degli studenti che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica. Nel periodo preso in esame che va dal 1993 al 1998, la quota degli avvalentesi si attesta infatti a livelli superiori al 93%. “Se ne deduce – prosegue il rapporto – che la domanda di insegnamento della religione cattolica in Italia non appare un fatto transitorio, soggetto alle alterne fortune delle mode culturali dominanti, quanto, invece, un’esigenza formativa permanente largamente condivisa dalla quasi totalità della popolazione in contatto con l’istituzione scolastica”. Un ulteriore approfondimento permette di rilevare che nelle scuole materne ed elementari la situazione presenta “sintomi di miglioramento”: nel primo caso, i bambini che si sono avvalsi dell’Irc sono aumentati dal 96,6% del ’93 al 96,7% del ’98. Nelle scuole elementari sono passati dal 96,3% al 96,9%. Si rileva invece una lieve flessione nelle media inferiore ed un calo più sensibile nelle scuole medie superiori dove si è passati dall’88,6% del ’93 all’87,5% del ’98. L’indagine ha inoltre evidenziato come la prassi di uscire dalla scuola si stia affermando progressivamente tanto da essere diventata “la forma più frequente di attività alternativa”: è scelta infatti dal 54,7% degli studenti che non si avvalgono dell’Irc mentre solo il 9,9% opta per un’attività didattica. Un capitolo dell’indagine è riservato agli insegnanti di religione cattolica: la ricerca sottolinea la progressiva “laicizzazione” del corpo docente e negli ultimi cinque anni la quota di insegnanti a tempo pieno è quasi triplicata nella scuola materna e raddoppiata in quella elementare e media inferiore.