E’ possibile essere militari e cristiani? A questa e ad altre domande “importanti per il momento che stiamo vivendo” ha cercato di rispondere il Primo Sinodo dei militari cattolici italiani che si concluderà a Roma dal 3 al 6 maggio alla presenza di 1200 militari di tutte le Armi. E’ la prima volta in assoluto che viene fatto un Sinodo tra i militari. Dura da tre anni ed è stato una sorta di “check up fatto dalla Chiesa per verificarne la vitalità”. L’appuntamento di Roma sarà anche un occasione per esprimere “quanto di meglio i nostri militari stanno vivendo in Bosnia, in Macedonia e in Albania”. I militari chiariscono subito in una nota diffusa oggi che “la prima legge del cristiano è l’amore. Nella misura in cui si è in Bosnia, in Albania, in Macedonia per amore dei fratelli, addirittura a rischio della propria vita, si può essere non soltanto militari e cristiani ma militari e santi”. Il Sinodo si è posto anche l’interrogativo sulla possibilità di essere “militari e preti”. A questa domanda, i militari cattolici rispondono: “Per seguire i nostri militari nelle loro missioni, sostenere la loro carità, purificando il cuore da ogni forma di egoismo e di violenza è indispensabile che il prete condivida la vita e la missione dei militari”. A questo proposito, il Sinodo ribadisce che i militari sono “tra coloro che ritengono la pace il bene primario per l’umanità”, definisce la guerra “una eventualità che tutti desiderano mai si realizzi” ed afferma che il Vangelo in cui i militari cristiani si riconoscono è “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”. Lunedì 3 maggio è stata indetta a Roma una conferenza stampa presso l’Ordinariato Militare (ore 12, Salita del Grillo, 37).