“Favorire la creazione di nuovi e differenti tipi di lavoro, dare sostegno al lavoro part-time e, più in generale, a una riduzione del tempo di lavoro”: è questa la principale raccomandazione emersa al termine della IV conferenza internazionale su etica e politiche ambientali che si è svolta nei giorni scorsi a Bressanone (Bolzano) – per iniziativa della Fondazione Lanza – e che ha visto riuniti 90 partecipanti provenienti da 21 Paesi europei, ma anche dall’India e dal Bangladesh.” “Nel documento finale, reso noto oggi viene espressa la convinzione che “un approccio integrato ai temi del lavoro, dell’ambiente e della sostenibilità, costituisce una delle maggiori sfide per il continente europeo”. Quindi, si legge nel comunicato, “ricercare una soluzione sostenibile per il dilemma occupazione/disoccupazione impone di ripensare il tempo e l’organizzazione del lavoro in modo da ridurre quello produttivo, per riconoscere pari dignità al lavoro in ambito familiare, all’impegno civico e alle attività culturali e del tempo libero”. Un ruolo importante, precisa il documento, può essere svolto in questo senso dalle istituzioni regionali e locali, “attuando politiche innovative nei settori della manutenzione urbana, della mobilità, dell’assetto del territorio, del risparmio energetico, della tutela e della protezione dell’ambiente naturale”. Ma tutte queste proposte, sottolineano, “richiedono una profonda trasformazione non solo nella mentalità e nella tradizionale concezione del lavoro, ma anche negli stili di vita delle persone” per una “nuova concezione etica delle attività umane”. Per questo è necessario promuovere, concludono, “una forte campagna di informazione, di educazione e di formazione” a tutti i livelli (scuola, istituzioni locali, organizzazioni di società civile, famiglie e Chiese).” “