Mentre ieri le delegazioni della Chiesa italiana, guidate dal Card. Camillo Ruini, presidente della Cei hanno raggiunto le loro destinazioni nei Balcani e sono rientrate in Italia, quella della Caritas italiana guidata da mons. Benito Cocchi arcivescovo di Modena, è stata fermata al confine con la Serbia.” “”La visita – conferma la stessa Caritas – era stata preparata con gli opportuni contatti con le autorità diplomatiche e governative e con i vertici della Chiesa serbo-ortodossa. Il programma concordato e approvato, prevedeva: l’incontro e la preghiera con la Caritas della Federazione Jugoslava e di alcune diocesi insieme al Nunzio a Belgrado; l’incontro con il patriarca Pavle e con il ministro del lavoro, sanità, affari sociali.” “Martedì 27 aprile, alle ore 9, la delegazione si è presentata come previsto al posto di confine di Bajakovo e dopo tre ore di attesa le veniva comunicato il rifiuto all’ingresso senza alcuna motivazione ufficiale. Sui passaporti restituiti risulta annullato il timbro di ingresso già apposto. Nelle successive 24 ore sono stati esperiti, senza successo, tutti i tentativi possibili per risolvere positivamente la situazione o almeno per capire le ragioni del rifiuto. Al di là dello sconcerto e dell’amarezza vissuti dalla delegazione, la Caritas Italiana esprime preoccupazione perché questo episodio nella sua gravità rende obiettivamente più difficile lo sforzo di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della richiesta di pace e di solidarietà che proviene anche dalla popolazione serba, comunque vittima della guerra.” “Caritas Italiana conferma il proposito di realizzare quanto prima la missione di preghiera, pace e solidarietà, auspicandosi di non incontrare nuovamente incomprensibili difficoltà”.” “