UN GIORNALISMO CHE NON IGNORA LA FEDE

“I buoni giornalisti raccontano dei fatti umani e come si fa a parlare di umanità senza parlare della vita spirituale?”. La provocazione è di Norberto Gonzáles Gaitano, docente a Roma di Etica della Comunicazione alla Pontifica Università della Santa Croce dove da ieri sono riuniti gli addetti stampa dei santuari per discutere su “Comunicazione e luoghi della fede”. I partecipanti provengono da Lourdes, Fatima, Loreto, Torreciudad, Jasna Góra, Guadalupe (Messico) e da altri significativi luoghi della fede come la Terra Santa, la Sindone e il “Cammino di Santiago”. Spiegando al Sir gli obiettivi del convegno, il professore ha ricordato che “ci sono luoghi della fede che hanno una portata straordinaria in termini di evangelizzazione. Si tratta di luoghi nati in modo spontaneo e qualche volta in maniera soprannaturale”. L’esperto osserva come “negli ultimi anni il modello dominante di giornalismo anglosassone, che è quello che tende a negare i fenomeni di fede, è stato rovesciato dalla stessa manualistica statunitense, perché si è scoperto che il cosiddetto metodo ‘fattuale’ piuttosto di rivelare la realtà la nasconde”. Ribadendo poi che “non è scritto da nessuna parte che debba esserci contrapposizione tra la fede ed il giornalismo”, Gaitano spiega che la sfida dell’addetto stampa di un santuario è scoprire quel “qualcosa di più profondo” che si cela dietro la grande popolarità dei luoghi santi e che “non è spiegabile solo con la devozione e con la pietà”.