KOSOVO: DIOCESI DI TRENTO, “UNA GUERRA PIENA DI MENZOGNE”

“Ci siamo ritrovati in guerra, guidati sin dall’inizio, dalle menzogne e dal non detto”. Lo scrive la commissione diocesana “Giustizia e Pace” di Trento in un suo documento sulla guerra dei Balcani. Il documento è stato pubblicato oggi sul settimanale della diocesi “Vita Trentina” mentre si prende atto di altre atroci violenze contro il popolo Kosovaro e della strage di Surdulica (nella Serbia meridionale) dove missili fuori bersaglio hanno colpito case e civili tra cui molti bambini. La Commissione ricorda, tra l’altro, che all’inizio del conflitto “coloro che stanno in alto” dicevano che “gli obiettivi sarebbero stati naturalmente rigorosamente militari” e che “le bombe intelligenti non avrebbero causato vittime civili”. “Forse per questo – prosegue il commento – il sanguinoso conflitto serbo porta con sé un senso di sconfitta che è difficile ignorare”. La Commissione diocesana chiama in causa la logica da una parte “imposta con le armi dalle truppe criminali di Milosevic” e dall’altra dall’intervento della Nato” e parla della “grande” sconfitta dell’etica. “L’uso della violenza con fini umanitari – si legge nella nota – non ha raggiunto lo scopo e ha aggravato la situazione di coloro che si volevano salvare”. Il conflitto ha decretato anche “la sconfitta della memoria” perché “tutto – prosegue l’intervento – avviene come se il Novecento fosse passato invano”. “Ci rimane la speranza che una capacità così spaventosa di infliggere sofferenza – conclude la Commissione – induca alla fine gli uomini a prendere atto delle lezioni di questo secolo, e a considerare finalmente che l’unica utopia è quella della guerra controllabile e l’unico realismo è quello dei costruttori di pace”.