Sabato 8 maggio prossimo, alle ore 16, verrà ricordato con una messa al cimitero di Mesero (Milano) dove è sepolta la beata Gianna Beretta Molla, il quinto anniversario dell’avvio del “Progetto Gemma”, ideato dal Movimento per la vita italiano per aiutare le donne a rischio di aborto. “Da vent’anni – ha dichiarato in una intervista al Sir, uno dei promotori, Silvio Ghielmi – abbiamo il nostro Kosovo nazionale, con oltre tre milioni di bambini non nati, una ‘pulizia etnica’ in cui molte mamme sono cadute banalmente, magari perché nessuno ha dato loro una possibilità alternativa all’aborto”. Il “Progetto Gemma” prevede, nell’assoluto anonimato della donna e del bambino una volta nato, l’assistenza economica per 18 mesi, fino al compimento del primo anno di vita. “Finora, grazie alle adozioni, sono stati “salvati” 2900 bambini – dice Ghielmi – procurando aiuti per oltre 15 miliardi di lire”. “Ho visto situazioni di vera santità – prosegue – donne che magari da giovani avevano abortito e che, donando del denaro perché altre madri come loro non arrivino a interrompere la gravidanza, hanno la convinzione di verdersi confermate nel pentimento”. Il “Progetto Gemma” potrebbe essere presto esportato. Richieste di interessamento sono venute dall’America, dal Portogallo e da altri paesi e la Fondazione Vitanova che lo gestisce ha deciso di brevettarlo, per evitare abusi.” “” “