“La secolarizzazione, anche in Europa, sta impoverendo popoli e persone perché cancella dalla loro esperienza la dimensione spirituale. I giornalisti cattolici oggi più che mai sono chiamati a difendere e sostenere un bene indispensabile per dare senso alla vita dell’uomo”. Lo ha affermato Paul Michael Zulehner, docente di teologia pastorale all’Università di Vienna intervenuto oggi al congresso europeo dell’Unione cattolica internazionale della stampa (Ucip) in corso a “il Chiostro” di Verbania. Ad avviso del professore viennese stanno sempre prendendo piede fenomeni come “la banalità delle scelte, la ricerca di una vita comoda, la paura di non arrivare in tempo..” mentre sempre meno apprezzata è la “fatica della ricerca”. Tuttavia, ha affermato “l’avvenire appartiene ai ricercatori ed anche la Chiesa avrà un futuro se sarà ancor più comunità che ricerca la verità su Dio e sull’uomo e se saprà mettersi in ascolto e dialogo con le diverse culture e religioni”. Anche i giornalisti cattolici, secondo Zulehner, devono porsi in questa prospettiva “sia per essere coerenti con le loro scelte di fede che sono scelte di libertà, sia per offrire un contributo alla qualità dell’informazione che non può prescidere dalla costante ricerca di fatti, idee e valori su cui si fonda la vita di una persona, di una società e, in concreto, della stessa Europa”. Il congresso continuerà oggi con tre relazioni sul dialogo con i musulmani, gli ortodossi e gli agnostici. Domani il cardinale di Vienna, Franz Konig, terrà una relazione su “Il volto spirituale dell’Europa e il compito dei giornalisti”. Seguiranno una comunicazione sulla situazione e le elezioni della nuova presidenza dell’Ucip.