KOSOVO: RUGOVA CHIEDE UNA PREGHIERA PER I SACERDOTI RIMASTI NELLA REGIONE

“Chiedo una preghiera per i preti che sono ancora in Kosovo, e specialmente per don Mark Sopi, che è rimasto per dare coraggio ai superstiti”. Lo ha detto ieri sera Ibrhaim Rugova, il leader moderato dei kosovari, a conclusione di una veglia di preghiera per la pace nei Balcani organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio nella basilica romana di S. Maria in Trastevere. Rugova ha confermato all’agenzia internazionale “Fides” che fino al momento della sua partenza per l’Italia, mons. Sopi era ancora a Prizren in compagnia di don Tome Karrice, rettore del seminario, e di alcune suore. E’ la prima notizia diretta sulla sorte di mons. Mark Sopi, 61 anni, vescovo ausiliare (per i fedeli di lingua albanese nel Kosovo) di mons. Joakim Herbut, vescovo di Skopie. Sulla sorte del vescovo non si avevano notizie da tre settimane. Il suo telefono – riferisce l’agenzia “Fides” – non è attivo perché le centrali telefoniche sono state messe fuori uso dai bombardamenti. Le ultime notizie risalivano al 3 maggio, quando le autorità serbe avevano comunicato alla nunziatura di Belgrado che il vescovo stava bene ed era al sicuro nella sua residenza. ” “Prima della guerra, i cattolici in Kosovo erano 60 mila (tutti albanesi tranne 1.500 croati), riuniti in 23 parrocchie con 37 preti (quasi tutti albanesi, tranne 5 croati).” “” “” “” “” “