Sono arrivati in questi giorni in Umbria 177 profughi kosovari, per iniziativa della Caritas regionale. La diocesi di Perugia si è resa disponibile per l’accoglienza presso alcune famiglie della città e presso la “Casa soggiorno” di Bagni di Nocera Umbra, della diocesi di Assisi. Una bambina kosovara, vedendo le case danneggiate dal terremoto nella zona di Nocera, come riferisce il settimanale regionale “La Voce”, ha domandato se anche lì avessero bombardato. “Proprio la zona più colpita dal terremoto – ha detto mons. Sergio Goretti, vescovo di Assisi-Nocera Umbra e Gualdo Tadino -, ha dimostrato comprensione e sensibilità verso i profughi kosovari. Questi a loro volta si sono dichiarati disponibili a dare una mano ai terremotati per servizi richiesti”.” ” I profughi provengono da Prizren, sono in maggioranza cattolici e appartenenti ad una parrocchia guidata da don Shan Zefi, che ha contribuito a portarli in salvo. Ora tutte le diocesi umbre si sono attivate per l’accoglienza. Anche l’arcivescovo di Perugia mons. Giuseppe Chiaretti ha ospitato in episcopio una coppia con una bambina piccola. Tutte le famiglie sperano di poter ritornare quanto prima nelle loro case, ma nel frattempo la Caritas cercherà di trovare loro un’occupazione. Intanto una quarantina di giovani saranno ospitati in una struttura abitativa del comune di Perugia e potranno frequentare un corso di lingua italiana presso l’Università per stranieri di Perugia. Gli immigrati kosovari che lavorano come muratori a Nocera Umbra e Spoleto si sono resi disponibili come interpreti e per dare una mano nell’accoglienza.” “