MONS. CORDES: “LA SOLIDARIETÀ NON È IDENTICA ALLA CARITÀ”

Lo ha detto mons. Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, concludendo oggi i lavori del Congresso mondiale sulla carità, organizzato dal competente dicastero pontificio in preparazione all’incontro del Papa con “I testimoni della carità”, che si svolgerà domani a piazza S. Pietro, con la partecipazione di oltre 50 mila volontari provenienti da ogni parte del mondo. L’azione caritativa non va intesa come attività straordinaria: “A volte – ha detto Cordes – è stata l’emergenza a far scoprire la necessità di creare una struttura ‘Caritas’. Ma normalmente non si deve aspettare una catastrofe per costruire la ‘Caritas’ nazionale”. Di qui la priorità della formazione: “la pura assistenza è fine a se stessa e il vero sviluppo passa attraverso la preparazione seria di persone che si assumano le proprie responsabilità di uomini e di cristiani dentro la società”. Il presidente di “Cor Unum” si è poi soffermato sul rapporto tra carità ed evangelizzazione: “Qualcuno ha opposto i due termini, quasi che l’evangelizzazione debba limitarsi ad essere puro annuncio a parole del Vangelo, mentre la carità si ridurrebbe al semplice compiere delle opere di promozione umana”. Al contrario, invece, “oggi la nostra evangelizzazione ha bisogno di un annuncio esplicito, ma questo annuncio diventa credibile quando è accompagnato da una testimonianza di carità”, che “non va intesa semplicemente come attuazione di programmi di sviluppo”. Le “grandi strutture caritative”, ha precisato infatti il relatore, “non devono sostituire l’impegno del singolo e delle singole comunità”, nelle quali sacerdoti e laici devono lavorare insieme, per “promuovere l’impegno di tutti i cristiani”. A proposito delle relazioni tra il Nord e il Sud del mondo, mons. Cordes ha affermato: ” Le Chiese più sviluppate portano forze, persone, denaro, progetti, le altre hanno da dare una maggiore vitalità, una maggiore semplicità, una sensibilità umana che si perde sempre più con il cosiddetto progresso e con la via febbrile delle nostre società occidentali”. ” “” “” “