KOSOVO: I GIOVANI DI AC E FUCI CONTRO LA GUERRA

“Solidali con la gente del Kosovo e della Serbia che subiscono le follie della dittatura e la violenza distruttice delle armi, gridiamo con orrore l’inutilità e la tragicità di una guerra che si mostra sempre più sorda agli appelli della ragione”: lo affermano i giovani e gli studenti dell’Azione cattolica italiana e della Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana), in una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio, al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato e al Presidente della Commissione Europea. “La situazione che oggi viviamo – scrivono dopo aver denunciato ‘la barbarie della pulizia etnica perpetrata da regime serbo’ – non è priva di responsabilità: richiamiamo i Paesi della Nato ad una verifica di tutte le ipocrisie di cui si sono resi colpevoli: lo sfruttamento dei popoli, la vendita delle armi, l’indifferenza o peggio la diretta responsabilità verso i conflitti ed i massacri che si verificano ancora in tante zone del mondo, in particolare nella regione africana”. Nell’invocare la pace i giovani di Ac e Fuci si impegnano “a far crescere, attraverso le nostre associazioni, una coscienza politica che promuova la consapevolezza di un’appartenenza più ampia di quella nazionale e che si preoccupi di insegnare il rispetto e la convivenza delle differenze e la cultura della pace. Ci impegniamo ad essere luoghi di ‘resistenza culturale’ che sappiano arginare le derive della violenza e dell’intolleranza. Nello stesso tempo chiediamo con forza che i nostri rappresentanti in Italia e in Europa facciano la propria parte nella costruzione di una comunità europea responsabile e attenta, capace di intervenire con efficacia, tempestività e autonomia dovunque se ne ravvisi la necessità. Non possiamo accettare un’Europa inconsistente sul piano politico – concludono – e incapace di garantire la convivenza pacifica dei popoli e delle culture”.