“Stimolare le diverse categorie e componenti politiche e sociali a perseguire il bene comune”: questo l’invito del Papa alla Chiesa italiana, nel discorso rivolto oggi ai vescovi riuniti a Roma per la loro 46ª Assemblea generale. Giovanni Paolo II, in particolare, ha osservato che “è dovere delle comunità ecclesiali riservare attenzione prioritaria al lavoro e all’occupazione, che sono la via obbligata per restituire sicurezza alle famiglie e coraggio e fiducia alla gioventù”. La Chiesa, per il Papa, deve esercitare un “coraggio profetico” sui temi della famiglia e della vita, anzitutto “promuovendo una pastorale familiare” che raggiunga anche “i nuclei familiari in situazioni di difficoltà”. Favorire “l’assunzione di responsabilità sociali da parte delle famiglie stesse e delle loro associazioni”: questo un altro compito indicato ai vescovi, al fine di salvaguardare la famiglia fondata sul matrimonio “senza confonderla con altre forme di convivenza” e di “sostenere la famiglia stessa nei suoi compiti essenziali, a cominciare dalla procreazione e dall’educazione dei figli”. Dopo aver sottolineato “il benemerito impegno di coloro che, nelle delicatissime questioni attinenti alla bioetica, si battono per una legislazione che tuteli la famiglia e l’embrione umano”, Giovanni Paolo II ha chiesto ancora una volta di “trovare la strada per un’effettiva parità di tutte le scuole”, in modo da “adeguare ai livelli europei il sistema scolastico italiano”. Il Papa ha concluso il suo discorso incoraggiando i vescovi “a coltivare il progetto culturale” avviato dalla Chiesa italiana e a “mantener vivo l’impegno necessario per potenziare la presenza cristiana nell’ambito della comunicazione sociale”. ” “” “