Ai vescovi “non interessa solo la scuola cattolica, ma tutte le scuole libere, cattoliche e non cattoliche”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, dando notizia del primo rapporto sulla scuola cattolica in Italia, elaborato dal Centro Studi per la Scuola Cattolica della Cei e presentato ai vescovi nel corso della loro XLVI Assemblea generale, conclusasi oggi in Vaticano. Nel documento preparatorio all’Assemblea Nazionale sulla scuola cattolica, in programma a Roma dal 27 al 29 ottobre, “ci si chiede – ha detto il cardinale – come affrontare la questione anche sul piano dello studio e dell’approfondimento, per vedere quali distribuzioni delle scuole cattoliche siano più significative non solo sul piano territoriale, ma anche tenendo conto delle fasce di età e delle discipline”. Secondo il presidente della Cei, infatti, “anche se ogni istituto religioso ha la sua tradizione, è indubbio che un processo di razionalizzazione è necessario, e può essere molto utile per un miglior utilizzo delle risorse economiche e finanziarie disponibili”. I criteri da seguire per la riorganizzazione delle scuole cattoliche, ha spiegato il card. Ruini, sono prima di tutto “quello di ordine geografico”, perché nelle grandi città, ad esempio, “ci sono zone con una concentrazione di scuole cattoliche ed altre zone sguarnite”. Per il cardinale, inoltre, “le scuole cattoliche non dovrebbero rinunciare, da una parte, a servire la parte meno abbiente della popolazione, e dall’altra, a formare persone molto ben qualificate”. A proposito dell’eventuale finanziamento delle scuole cattoliche con i fondi dell’otto per mille, il card. Ruini ha ribadito che “è proibito dalla stessa legge concordataria”; per di più, ha tenuto a precisare, il dibattito condotto finora su questo tema “ha avuto un’impostazione errata, perché la questione del finanziamento non riguarda le scuole cattoliche in quanto cattoliche, ma tutte le scuole libere”.