“Non deve sfuggire la cosa più importante: la dichiarazione, contenuta nell’art. 1, che l’embrione umano è un soggetto titolare di diritti”. Lo scrive Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, commentando in una nota per il Sir la legge sulla procreazione medicalmente assistita approvata ieri dalla Camera. “Le conseguenze pratiche di tale principio – prosegue Casini – sono poi declinate vietando la sperimentazione distruttiva, il congelamento e la soppressione di embrioni, la conseguente impossibilità di produzione soprannumeraria e configurando l’istituto temporaneo dell’adozione”. Secondo Casini, la trasversalità del voto che si è manifestato ieri alla Camera, dimostra che “la fine dell’unità partitica non è necessariamente la fine dell’unità dei cattolici e che anzi nell’unità politica, ma non partitica, il progetto cristianamente ispirato può apparire più persuasivamente umano e quindi più accoglibile”. Casini risponde anche al timore di una ricaduta che la legge può avere in materia di aborto. “Naturalmente – osserva il presidente del Movimento per la Vita – è questione di punti di vista. Ciò che per alcuni è timore, per altri è speranza. Ma due cose si possono comunque dire con intento pacificatore. A leggere i lavori preparatori la legge 194, quella sull’aborto, non aveva come presupposto la negazione dell’umanità del concepito, ma, piuttosto l’intento di combattere l’aborto clandestino (ed anche l’aborto in genere) con strumenti diversi dalla sola minaccia penale. In secondo luogo anche a prescindere da una pur auspicabilissima modifica della legge 194, il riconoscimento della soggettività del concepito non può che portare ad una applicazione meno forsennatamente abortista della vigente normativa”