“Sostenere l’azione delle missioni cattoliche e delle altre organizzazioni presenti nel territorio integrandosi con la loro presenza e fornendo un supporto logistico e psico-sociale, con particolare riferimento alle categorie più deboli, ai bambini e agli anziani”. Questo, , l’obiettivo principale del “progetto Indaco”, realizzato dai volontari scout dell’Agesci, del Cngei e del Masci in Albania, precisamente nell’area “Missione Pellicano” di Valona, dove sono ospitati attualmente duemila profughi kosovari. “La densità di circa 500 persone per ambiente – informano gli scout, aggiungendo che il numero dei profughi è destinato a crescere – , le condizioni di promiscuità assoluta, l’assenza di adeguati sistemi di ricambio e condizionamento dell’aria, anche in previsione della stagione estiva ed invernale, rendono la situazione estremamente critica”. Per questo, si legge ancora nella nota, “l’azione dei volontari scout sarà finalizzata al consolidamento del tessuto civile, all’attivazione delle energie locali, al rafforzamento delle capacità di autogestione, individuando, valorizzando ed organizzando le risorse umane e le competenze professionali presenti fra i rifugiati”. Dal punto di vista organizzativo, spiegano gli scout, “squadre di capi educatori delle rispettive associazioni, provenienti da tutta Italia, si alterneranno in turni continuativi della durata compresa fra i sette e i quindici giorni, a partire da questo mese fino al mese di settembre, quando verrà effettuata una prima verifica”. Nell’ambito del progetto Indaco, quindi, saranno realizzati “interventi logistici, organizzativi, di animazione e sostegno psico-sociale, avvalendosi delle diversificate professionalità presenti nei volontari scout: educatori, operatori sociali, artigiani, personale medico e paramedico”.