In merito ad un articolo apparso oggi sul Corriere della Sera che parla di armi per l’Uck nascoste in camion di aiuti della Caritas per i profughi in Albania, la Caritas italiana ha diffuso un comunicato nel quale dichiara “completamente false le notizie riportate”: “Caritas italiana, Caritas Albania, Caritas Bosnia e Caritas Internationalis – scrivono – sono completamente estranee sia all’allestimento che al trasporto dei carichi citati dall’articolista. I camion bloccati ad Ancona il 12 aprile scorso e perquisiti dalla Guardia di Finanza non sono della Caritas (come appare evidente dalla foto, nonostante la didascalia falsa), anche se il simbolo è simile”. La Caritas italiana ribadisce la sua “scelta di acquistare prevalentemente sul posto e assicura che le spedizioni da lei organizzate sono esenti da rischi di carichi illegali perché controllate all’origine, affidate a vettori di fiducia, soggette ai controlli delle autorità doganali che vengono preventivamente avvisate sulle date di invio e sul tipo di merci inviate, controllate all’arrivo”. Ma, sottolineano, “dispiace constatare come a causa del pressapochismo di certa stampa il nome Caritas sia stato abbinato ad armi e guerra, quando invece, come tutti sanno e possono constatare ogni giorno, in ogni parte del mondo la Caritas promuove la pace e condanna senza mezzi termini qualsiasi forma di violenza e l’aberrante traffico di armi”. In un altro comunicato congiunto, in accordo anche con le Caritas diocesane che partecipano agli aiuti umanitari, viene riconfermato “il proprio impegno, frutto di quotidiana fatica, con i profughi del Kosovo e con tutte le vittime della guerra nei Balcani”. Si ribadisce inoltre “la scelta per la pace, convinti che la vera soluzione della crisi non sia nella violenza”, e si condanna “il vergognoso commercio delle armi”. Per questi motivi le Caritas “diffidano chiunque dall’utilizzo non autorizzato del nome e del logo della Caritas e si riservano di adire a vie legali per difendere la propria immagine e credibilità da chiunque, in qualsiasi forma, le danneggi compromettendo l’azione umanitaria da sempre volta alla tutela dei più deboli”.” “” “” “