Un appello “alle donne e agli uomini di governo, alle formazioni della società civile, agli enti di governo locale e regionale, a tutte le donne e gli uomini di buona volontà perché riflettano sull’insensatezza del conflitto nel quale siamo coinvolti”. Lo ha lanciato Luigi Bobba, presidente delle Acli (Associazione Cattolica Lavoratori Italiani), nel corso di “Agorà ’99”, il laboratorio annuale dei Giovani delle Acli conclusosi ieri a Loreto sul tema “La frontiera scomparsa? Multiculturalità e diritti”. Per Bobba, “è necessario ricondurre la politica internazionale del solco della legalità costituzionale sovranazionale” e lavorare per “una nuova convivenza”, come ha auspicato Sonia Stefanovichj, coordinatrice dei Giovani delle Acli: “La nostra – ha detto – è sempre stata una società pluriculturale, in cui coesistono persone e gruppi con stili di vita e concezioni del mondo tra loro differenti, senonché oggi questa società rischia di diventare, anche in seguito all’intensificarsi dei flussi migratori, una vera e propria polveriera, un luogo di conflitto e di esclusione”. Mons. Angelo Comastri, vescovo di Loreto, ha augurato ai duecento giovani presenti di “vivere un tempo che possa produrre orientamenti che contribuiscano a creare una società senza frontiere, la quale può esistere quando l’identità non porta alla rivalità o al conflitto. Una società senza frontiere, infatti, non è una società senza una identità”. Anche il Ministro per la Solidarietà Sociale, Livia Turco, ha fatto un accenno alla guerra del kosovo, sottolineando che “c’è un rapporto molto stretto tra la guerra, la pulizia etnica e la mancata accettazione di una società multiculturale”. ” “” “