Le Chiese cristiane europee ritrovano un’inedita unità di fronte alla guerra nei Balcani. Nei giorni scorsi si sono riuniti a Budapest i rappresentanti del Consiglio mondiale delle Chiese, della Conferenza delle Chiese Europee, della Federazione luterana mondiale e dell’Alleanza delle Chiese riformate. All’incontro ha partecipato anche mons. Aldo Giordano, in qualità di segretario del Consiglio delle Conferenze episcopali europee. “Riconoscere la fondamentale ed urgente priorità delle negoziazioni, come unica base per una soluzione durevole della crisi, e sollecitare le parti in causa ad usare tutte le possibili opportunità per mettere fine alle ostilità”. Sono queste, si legge nel documento finale dell’incontro, le condizioni imprescindibili per far cessare la guerra nei Balcani. ” “Le Chiese europee, in particolare, si sono impegnate a “sostenere iniziative” finalizzate ad una “risoluzione pacifica e durevole” del conflitto in corso ed orientate a “riconoscere gli eguali diritti di tutte le nazionalità e i gruppi etnici a coesistere nello stesso territorio”. Una “soluzione durevole” della guerra nei Balcani, si legge ancora nel documento, sarà decisiva per gli assetti futuri dell’Europa, della cui eredità la “tradizione ortodossa” va considerata “parte integrante”. Gli oltre 40 rappresentanti delle Chiese europee orientali ed occidentali (oltre che del Nord America) hanno, inoltre, condiviso “la crescente preoccupazione internazionale per l’escalation del conflitto e per le notizie delle violazioni di massa dei diritti umani nel Kosovo” e si sono impegnati a organizzare ulteriori incontri su temi quali il concetto di “guerra giusta” e “i rapporti tra nazione, identità, territorio”. Inoltre le Chiese cristiane europee si sono impegnate a promuovere nuovi strumenti e spazi per il dialogo interreligioso e culturale nell’Europa sudorientale.” “