“Roma non sarà mai, durante tutto il Giubileo, una città a numero chiuso”. E’ quanto dichiara mons. Crescenzio Sepe, segretario generale del Comitato Centrale per il Grande Giubileo del 2000, nella nota che da oggi in poi il suddetto Comitato inserirà periodicamente nel bollettino della Sala Stampa della Santa Sede. Il sistema di prenotazione messo a disposizione dal Vaticano, precisa Sepe, non è “una sorta di chiusura o di restrizione imposta dalle necessità”, ma soltanto un’opportunità offerta ai pellegrini di “vivere a fondo e nel modo migliore ogni singolo evento”. ” “A proposito della recente beatificazione di Padre Pio, il segretario del Comitato Centrale tiene a precisare che non è stata “una prova tecnica di Giubileo, ma una prova di spiritualità in vista dell’Anno Santo. Un popolo in preghiera può mettere a soqquadro più le coscienze che l’ordine pubblico”. Sepe invita tutti, in vista dell’Anno Santo, a “porsi, già come mentalità, in stato di accoglienza, e non sulla difensiva. Allo stesso modo di come è riduttivo parlare del dopo-padre Pio in termini di sollievo per un test riuscito, così non vorremmo che l’Anno Santo venisse visto come una serie di prove da superare, l’una dietro l’altra, fino ad arrivare ad un ipotetico esame finale”. ” “” “