L’attualità politica italiana, mentre continua la guerra in Kosovo ed in Jugoslavia, è rivolta. all’appuntamento per il Quirinale. Il presidente della Camera ha fissato l’inizio delle votazioni per il 13 maggio e prima di quella data sarà difficile avere certezze sugli esiti del lavorio intenso e segreto già in pieno svolgimento.” “Si avvicinano anche le elezioni per il parlamento europeo, che rappresenteranno un banco di prova assai rilevante della qualità del rapporto cittadini – partiti – istituzioni.” “Su questo tema si è sviluppato nei giorni scorsi un dibattito non privo di interesse tra Giuseppe De Rita e Lorenzo Ornaghi. Se il primo ha denunciato i “sogni infranti” del “nuovismo”, invitando a tenere conto delle “lunghe derive” che caratterizzano la realtà sociale complessa del Paese, il secondo ha ricordato che le riforme istituzionali “urgenti e non più rinviabili” costituiscono un investimento di lungo periodo per il sistema politico e per il Paese. In realtà il sistema politico tende ad una situazione di surplace, che premia gli interessi acquisiti. Come ha mostrato di recente un altro studioso di scienza politica, Pietro Ignazi, cresce l’interpenetrazione tra Stato e partiti, i quali “sono così diventati indipendenti dai loro sostenitori e forse anche dal loro elettorato: sono organizzazioni che si autoperpetuano grazie al collegamento con le istituzioni”. Si accentua così una sensazione di blocco.Che fare in una situazione complessa che sembra premiare comunque gli interessi costituiti e consolidati e dunque lo statu quo, disincentivando la partecipazione e la cultura civica?” “Innanzi tutto occorre realismo: per molti anni diverse retoriche hanno fatto molti proseliti, per poi disilluderli amaramente. Un sano realismo impone di prendere il grande tema della interminata ed un po’ fossilizzata transizione del nostro sistema politico – istituzionale, dai due capi, quello appunto del sistema istituzionale e contemporaneamente quello della società civile. Ci si rende così ben conto che velleitarie scommesse su una razionalità “centralizzata” o su un processo di riforme dall’alto, non aiutano a dare risposte mentre la mera conservazione delle rendite di posizione e delle nicchie, non incoraggia la rapida evoluzione dei processi economici e sociali, che spiazzano rapidamente certezze acquisite.” “Non basta. Tutti constatiamo la crescente disaffezione al voto, considerato sempre più una funzione e sempre meno un “diritto”, come è stato osservato in un recente convegno della Società italiana di studi elettorali dedicato appunto al fenomeno dell’astensione.” “Anche nel volontariato si misura in termini rilevanti la minore partecipazione, evidentissima per le classi di età inferiore ai 40 anni. Sta cambiando il tono e la qualità della cultura e della vita civica. Cosa c’è in fondo a questo processo? C’è soltanto una accentuazione della crisi, una disgregazione della partecipazione nella società globalizzata?” “E se al contrario ci fosse invece una ripresa della politica, finite le tante retoriche della seconda metà del ventesimo secolo identificando, con rigore e con grande realismo, i veri termini del problema?” “E’ una questione che non può non coinvolgere i cattolici italiani.” “In questa prospettiva la campagna elettorale per le europee potrà dare ulteriori elementi di analisi, ma anche di valutazione e di intervento. In tale riflessione anche il tema della settimana sociale, in programma a Napoli nel prossimo mese di novembre, “quale società civile per l’Italia di domani”, appare ricco di molteplici suggestioni.” “Una stagione di grandi attese si sta aprendo, nonostante ci sia ancora molta incertezza.” “