IMMIGRATI: OPERTI, NO AL “TERRORISMO DELLE CIFRE”

Mons. Mario Operti, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, interviene oggi a Verona al convegno sugli “aspetti della pastorale migratoria dopo la nuova legge sull’immigrazione”, organizzato da Ge.Mi.To., il collegamento delle Caritas diocesane e degli Uffici diocesani Migrantes dell’Italia settentrionale. Secondo don Operti, “va contrastato con forza il ‘terrorismo delle cifre’, usato da alcuni media che sovente parlano di ‘invasione extracomunitaria’. La realtà è che dei 1.250.000 stranieri, gli extracomunitari sono circa un milione, pari appena all’1,8% della popolazione. Anche tenendo presenti i circa 350 mila irregolari, si arriva di poco sopra al 2% che non è neppure la metà della media europea e molto al di sotto di altri Paesi come la Francia (6,5%), la Germania (8,9%) o il Lussemburgo (40%)”.” “”Gli stranieri – prosegue Operti – in stragrande maggioranza sono presenti per motivi di lavoro, come forza già attiva nel lavoro subordinato e autonomo o in attesa nelle liste di collocamento oppure come familiari dei lavoratori. Gli oltre 200 mila iscritti regolarmente all’Inps portano un notevole vantaggio alle casse dell’Istituto. Un discorso a parte meriterebbe il lavoro sommerso, che non è esclusivo dell’Italia e non è tanto voluto dagli stranieri quanto dai datori di lavoro. Il lavoro degli immigrati dà all’economia italiana un apporto altamente positivo. Secondo una recente ricerca esso avrebbe contribuito nel 1997 al valore aggiunto nazionale per l’1,5/1,8 del totale, pari a 24/25.000 miliardi.” “