“La Chiesa cattolica è l’obiettivo privilegiato di un potere che vuole fare tabula rasa dei valori cristiani e tradizionali. Ora è la Chiesa del Rwanda ad essere minacciata”. L’allarme viene da mons. Emmanuel Kataliko, arcivescovo di Bukavu (Rwanda), in un comunicato diffuso nei giorni scorsi per protestare contro l’arresto di mons. Augustin Misago, il vescovo di Gikongoro, detenuto dallo scorso 14 aprile con l’accusa di complicità nei massacri del ’94. Ne parla l’agenzia internazionale Fides, riportando la notizia della presa di posizione del presidente del Rwanda Pasteur Bizimungu: “Anche se l’accusato dovesse risultare innocente – ha detto Bizimungu ai vescovi del Rwanda – che vada a fare il vescovo da un’altra parte”.” “Secondo Fides le autorità “non hanno mai tenuto conto dell’autodifesa di mons. Misago, ma ora sembra che inizino a prendere in considerazione l’ipotesi dell’innocenza dell’accusato. Ciononostante continuano a perseguire il loro obiettivo, che è quello di discreditare il vescovo e allontanarlo dalla diocesi in cui ha sempre operato per la riconciliazione tra etnie diverse”.” “A questo proposito mons. Kataliko invita “le altre Chiese sorelle, le organizzazioni internazionali di difesa dei diritti dell’uomo, la comunità internazionale e tutti gli uomini di buona volontà a guardare con attenzione a quello che accade nella regione dei Grandi Laghi”.” “” “” “