“C’è gente che del militare si pone ancora come ideale la figura di un rambo in un tempo ormai in cui è l’intelligenza e l’addestramento elettronico a contare di più della prestanza fisica. Non è a questo livello che si persegue l’ideale della pace”. Ad affermarlo è l’arcivescovo di Siena e Ordinario militare emerito per l’Italia, mons. Gaetano Bonicelli, intervenuto oggi a Roma alla giornata di apertura del IV convegno internazionale degli ordinariati militari sul tema “Il militare chiamato alla perfezione della carità”.” “”Se c’è una peculiarità da sviluppare nella spiritualità dei militari – ha detto mons. Bonicelli – questa è l’educazione alla pace come forma specifica dell’amore cristiano”. “Conoscere meglio la dottrina sociale cristiana applicata alle questioni militari, presentare la pace nel senso biblico, cioè come valore riassuntivo di tutti gli sforzi di miglioramento interiore ed esteriore, personale e sociale e favorire il formarsi di una opinione pubblica che pesi sulle scelte della classe politica” sono secondo l’arcivescovo i punti “irrinunciabili nell’educazione morale e spirituale dei militari”. Invece “da quanto è dato di leggere anche sulla stampa cattolica – ha spiegato al riguardo mons. Bonicelli – siamo di fronte o a posizioni decisamente superate o a delle anticipazioni pacifiste che non sono per nulla profetiche. L’utopia è una ricchezza della vita, se non si disgiunge da una visione realistica. I grandi profeti hanno detto le cose più avanzate, ma non hanno trascurato di mostrare un cammino raso terra”.” “” “