Una legge “non perfetta”, ma che ha almeno il merito di dare regole “a un settore finora lasciato a una sostanziale anarchia”. Così Giuseppe Anzani, sull’ultimo numero di “Famiglia cristiana”, definisce la legge sulla preocreazione assistita recentemente approvati dalla Camera. “Questa legge – spiega l’autore dell’articolo – non è perfetta. Ma perché pecca in difetto, nella tutela della vita. Nondimeno qualche tutela essa pone, d’ora in poi, dentro il far west di ‘provetta selvaggia’”. Anche se, precisa Anzani, per i cattolici il ricorso alla provetta “è un errore in sé”, la legge civile “può a volte contentarsi del minor male, o del maggior bene raggiungibile in concreto”. In merito alla della proposta di rivedere la legge 194, l’autore dell’articolo afferma: “Non trovo per nulla ‘fuori tema’ l’ordine del giorno che la Camera ha votato in tema di aborto. Non si tratta di fare barricate, che portano a non capirsi. Si tratta di ritrovare lo stesso ‘sguardo’, la stessa sollecitudine, su vicende umane che stanno facendo da vent’anni la nostra storia e che reclamano ormai un supplemento di coscienza”. “Soddisfazione e perplessità” di fronte all’approvazione da parte della Camera della legge sulla fecondazione assistita esprime anche Giorgio Zucchelli, direttore de “Il nuovo Torrazzo”, il settimanale diocesano di Crema, secondo il quale il traguardo raggiunto non è una vittoria dei “clericali”, bensì “una vittoria della ragione. Non c’entra la fede, ma una visione umanistica della vita che non considera gli esseri umani come merce di scambio”. Perplessità, invece, vengono da Zucchelli per il contenuto della legge, “non totalmente soddisfacente”, e per alcune “le reazioni scomposte”. ” “” “