“La cultura è un dato storico innegabile: non c’è uomo o donna che viva fuori di una cultura. La cultura è il modo nel quale concretamente tutti vivono”. Lo ha detto il cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, per spiegare “la grande e decisiva importanza” che la Chiesa, e in prima linea Giovanni Paolo II, ha sempre dato alla pastorale della cultura. “La Chiesa – ha proseguito il cardinale – non ha altro compito che partecipare a tutti gli uomini la Buona Novella di Cristo che soddisfa, al di là di ogni attesa”. Questo annuncio non può però prescindere dalla cultura. Al contrario, la Chiesa ha sempre puntato all’azione “complementare” che intercorre tra “l’evangelizzazione delle culture e l’inculturazione del Vangelo”. “Ogni cultura – ha concluso Poupard – è per il Vangelo la lingua che gli dà espressione e la carne che gli dà spessore, mentre il Vangelo è per le culture la linfa che le ringiovanisce ed il lievito che le fa maturare e giungere alla pienezza in ogni loro espressione”. ” “Padre Bernard Ardura, segretario dello stesso Pontificio, ha parlato di “un diffuso senso di disagio”, di una “certa diffidenza” e “indifferenza” nei confronti della “dimensione culturale della nuova evangelizzazione”. “Tenendo conto che per molti la cultura rimane una realtà astratta e indefinita – ha spiegato padre Ardura – si è ritenuto indispensabile insistere sul carattere trasversale della cultura che permea tutti gli ambienti delle pastorali settoriali”. Facendo poi riferimento alle sfide e ai “nuovi areopaghi” citati nel documento, il segretario del Pontificio Consiglio ha detto: “le nuove e spesso inedite situazioni culturali sono campi nuovi di evangelizzazione”.” “