Nonostante l’avvio del processo di pace nel Kosovo, non si arresta l’afflusso dei profughi e degli immigrati clandestini albanesi sulle coste del Salento, in Puglia. “La guerra nei Balcani – dichiara l’arcivescovo di Otranto, mons. Francesco Cacucci, in un’intervista al Sir – ha incrementato il flusso di immigrati sulle nostre coste. Ma non si tratta solo di kosovari. Nel Salento dobbiamo sempre fare i conti con questa realtà dell’immigrazione clandestina. Il problema, allora, non riguarda solo la gestione dell’emergenza. E’ necessario porre attenzione anche alla ‘seconda accoglienza’ di questi profughi e immigrati. Cioè l’integrazione sul territorio. Questo è il problema più serio che ci impegnerà in futuro. Per risolverlo è necessaria una normativa dello Stato più precisa e, parallelamente, una crescita culturale in tutto il Paese che ponga il problema dell’accompagnamento degli immigrati, affinché si integrino dal punto di vista culturale e lavorativo”.” “Nonostante l’avvio del processo di pace, il timore del vescovo è che “diversi kosovari non ritorneranno nella loro terra perché hanno perduto tutto. Ora attraversano un momento di grande confusione: attendono di vedere come evolve il conflitto, quali saranno i termini della pace. Altri profughi kosovari si dicono orientati a tornare in patria, ma vorrebbero che fosse garantita loro l’incolumità e la ricostruzione delle loro case. Altrimenti è impossibile per loro tornare”.” “