La famiglia in cui vive un handicappato è una famiglia che va aiutata. E’ l’appello lanciato dall’ultimo numero di “Famiglia oggi”, in corso di pubblicazione, dedicato a “Il disabile tra noi”. In Italia, rende noto il mensile dei Paolini, ci sarebbero circa 1 milione di queste famiglie e oltre 150 mila nuclei in cui vive un disabile grave o non autosufficiente; complessivamente, però, sono oltre tre milioni (pari al 15% del totale) le famiglie italiane toccate da gravi condizioni di disagio, alle prese con problemi come il morbo di Alzheimer, la disabilità, l’alcolismo, l’insufficienza mentale. In famiglie con figli handicappati, in particolare, “sono state rilevate – scrive Gianni Selleri, psicologo – alte percentuali di separazioni, di distacco dalla vita attiva e di relazione, sono frequenti depressioni della madre e pressoché costanti situazioni di nevrosi e di disadattamento dei fratelli”. Un altro nucleo di problemi, osserva l’autore dell’articolo, “è costituito dall’immagine sociale negativa e dalla posizione di isolamento nel quale si pone e si trova la famiglia, oggetto di commiserazione, di incomprensione, d’indifferenza o addirittura di ostilità e di aperto rifiuto”. Per sostenere le famiglie alle prese con l’handicap, per Selleri, occorre “individuare un ‘operatore unico’ che svolga una duplice funzione: la prima centrata sulla famiglia e sulle sue dinamiche in rapporto al figlio handicappato; la seconda per sostenere un compito di correlazione e di comunicazione con le istituzioni e con il contesto sociale”.