“Le chiese dovranno giocare un ruolo chiave nell’enorme compito della ricostruzione, del rimpatrio dei rifugiati, della riconciliazione”. E’ quanto si legge in una “dichiarazione ecumenica” sugli accordi di pace in Serbia e kosovo, firmato dal Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), dalla Conferenza delle chiese europee (Kek), dalla Federazione luterana mondiale e dall’Alleanza riformata mondiale. “Chiediamo alle chiese – si legge nel documento -, e specialmente a quelle europee e nordamericane, di rispondere prontamente e generosamente a questa sfida, in Kosovo e nelle altre repubbliche jugoslave, in Albania e Macedonia, e fra i rifugiati che hanno chiesto asilo nei loro Paese”. I firmatari della dichiarazione affermano, inoltre, che “deve essere ricercata una soluzione durevole che rispetti la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica federale jugoslava”. “Una soluzione durevole a questa crisi – prosegue inoltre il testo – deve essere costruita sulle fondamenta solide del rispetto per i diritti umani”. Il Cec e la Kek, in particolare, che si sono recate recentemente in Albania e Macedonia, sottolineano il fatto che “l’impatto della guerra si estende ben al di là dei confini della Jugoslavia”: per questo la comunità internazionale, si legge nella nota, “deve assumere il compito della ricostruzione delle infrastrutture e delle abitazioni, e deve facilitare la creazione delle condizioni per una nuova stabilità politica ed economica nell’area del Sud-Est europeo”. ” “” “