GIUSTIZIA E PACE: INCONTRO DELEGATI DIOCESANI A ROMA

“Il dono della pace responsabilizzi sempre di più le nostre comunità cristiane a sviluppare una costante attenzione verso i problemi della pace nel mondo”. Su questa linea, una trentina di delegati delle Commissioni Giustizia e Pace delle diocesi italiane, delle congregazioni religiose e delle aggregazioni laicali si sono incontrati questa mattina a Roma per riprendere la recente Nota pastorale “Educare alla pace”. L’incontro è stato organizzato dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, che tra un anno avrà anche competenza su temi della pace e della giustizia. “Mai come in questi ultimi tempi – hanno ribadito i delegati – tale compito si rivela urgente e inderogabile, per cui avvertiamo l’importanza di elaborare insieme momenti, occasioni e strumenti pastorali che ci stimolino a far maturare un’autentica mentalità cristiana della pace”. Padre Sebastiano Mosso, della facoltà teologica di Cagliari, ha indicato nel “perdono” e nella “non violenza per amore” il “cuore qualificante dell’agire della Chiesa”. L’etica ispirata a questa “profezia” si traduce in campo politico in “proposta di riconciliazione” ma presuppone anche “una fede nella pace che tende a rubare spazio all’impossibile per renderlo possibile”. Più di un intervento ha richiamato l’importanza di riproporre ad “un mondo sempre più segnato dalle divisioni, dalle violenze e dalle esclusioni, sovente in preda alla rassegnazione e allo scoraggiamento”, le testimonianze di tanti credenti che “in questi anni hanno saputo resistere ai segni del potere e dell’oppressione riscoprendo il potere dei segni che incidono nelle realtà e sono fonte di speranza”. “In un ‘epoca in cui sono caduti tanti muri illudendoci che un nuovo periodo di pace stesse per scoppiare – ha commentato mons. Mario Operti, direttore dell’ufficio Cei per i problemi sociali – siamo chiamati a prendere coscienza di un muro più spesso e più profondo che attraversa tutti noi e che soltanto la forza di Cristo può aiutarci ad abbattere”.