SESSA AURUNCA: MONS. NAPOLETANO, “LA CARITÀ È VIVERE IN MODO SOBRIO E GENEROSO”

“Testimoniare la carità, partendo da una povertà personale scelta come stile di vita e da una solidarietà sentita ed esercitata in termini più rispondenti alle reali esigenze delle persone e del territorio”. E’ l’appello che mons. Antonio Napoletano, vescovo di Sessa Aurunca (Caserta) ha lanciato alla diocesi al IV Convegno diocesano sulla Caritas e in occasione della festa annuale di Sant’Antonio di Padova. Il vescovo ha posto alla sua comunità una domanda. “Quale testimonianza di carità e di sollecitudine verso i fratelli più poveri e quale incidenza possono avere la distribuzione di alimenti e vestiti, se le comunità fatte dai credenti nel loro stile di vita civile e religiosa debordano vistosamente in atteggiamenti e scelte che mettono in luce altre convinzioni improntate allo sperpero nell’alimentazione, nel vestiario, nei mezzi di locomozione e di comunicazione, nelle feste patronali, nelle feste di battesimi, di prima comunione, cresime e matrimoni?”. “La Parola di Dio – ha proseguito mons. Napoletano – non dice che il samaritano prese il denaro degli altri, ma estrasse due denari e li diede all’albergatore. Non dice quindi che bisogna dare agli altri ciò che i centri di raccolta mettono a disposizione, ma che tutti coloro che erano diventati credenti tenevano ogni cosa in comune”. Evangelizzare è, per il vescovo, “far incontrare gli uomini con l’amore di Dio e ciò si verifica quando non ci si limita a compiere gesti occasionali di beneficenza, ma quando ci si coinvolge creando legami personali e comunitari. L’attenzione alle povertà, uno stile sobrio ed essenziale di vita nelle famiglie e nella stessa comunità ecclesiali, un’economia ed un politica della solidarietà renderanno più evidente la nostra testimonianza di carità e ci renderanno più conformi a Gesù che da ricco si fece povero”.