NOTA SETTIMANALE SU ESITO ELEZIONI EUROPEE

Pubblichiamo di seguito il testo integrale della nota settimanale del Sir. Vincono i moderati in Europa ed in Italia Forza Italia è il primo partito incamerando il chiaro riferimento al gruppo popolare europeo, che dopo vent’anni ritrova la maggioranza relativa a Strasburgo. In particolare è l’unica delle forze politiche con percentuali a due cifre a crescere, superando, sia pure di poco, la soglia del 25%. Arretrano invece i Democratici di sinistra, ben sotto il venti e soprattutto perde voti Alleanza Nazionale, di poco sopra il dieci. In complesso i due poli restano ad oscillare sulla soglia del 40%, con una leggera prevalenza di quello di centro sinistra, ove, della flessione del partito di Veltroni e di quelle del Ppi e dei Verdi, approfittano i Democratici dell’asinello. Tra le forze politiche fuori dai poli arretrano sia Lega che Rifondazione, e spicca il risultato della Lista Bonino, con l’8,6% dei suffragi, che ne fanno il quarto partito italiano a Strasburgo.” “L’elettorato italiano ha mantenuto fortunatamente un elevato tasso di partecipazione, smentendo le preoccupazioni astensioniste. I votanti sono stati il 70,8%, contro il 74,6% del 1994, ed hanno dovuto sopportare molti disagi per la contrazione delle sezioni. Segno che gli italiani tengono ad esprimere il loro voto. Quali le indicazioni politiche? Per rispondere a questa domanda occorre attendere anche il risultato delle elezioni comunali e provinciali che si sono svolte contestualmente. Tuttavia sembrano evidenti due dati: il primo è la crescente mobilità dell’elettorato, in grado di reagire con attenzione all’offerta politica, distinguendo a seconda delle elezioni, come dimostra il caso della lista Bonino. ” “Il secondo dato riguarda l’evoluzione dei due poli, anche in ordine al bipolarismo europeo che sembra ulteriormente delinearsi e può avere effetti in prospettiva non trascurabili anche sul piano nazionale. In particolare a livello continentale sembrano emergere le prime ipotesi per una politica alternativa a quella della socialdemocrazia quasi ovunque al potere, ma in evidente perdita di smalto, come dimostra con tutta evidenza il risultato tedesco. Il Ppe, che ha ritrovato la maggioranza relativa, è sfidato insomma a riprendere il meglio della tradizione democratico-cristiana e liberal-democratica, facendo uscire lo schieramento moderato europeo dalle tentazioni della protesta o del neo-liberismo di corto respiro, che lo hanno quasi ovunque costretto all’opposizione. In questo senso una certa dialettica tra una Commissione e un Consiglio a tonalità social-democratica ed un Parlamento moderato può essere utile per l’equilibrio e lo sviluppo istituzionale dell’Unione, come ha sottolineato nelle prime dichiarazioni il presidente uscente dell’Europarlamento Josè Maria Gil-Robles.” “Per fare crescere l’Unione e la qualità della cittadinanza europea tuttavia moltissimo resta ancora da fare. Lo sviluppo economico e la stabilizzazione dell’Euro, come pure la gestione del delicatissimo dopoguerra in Kosovo, sono temi cruciali. Ma ancora più cruciale è ridare smalto e continuare a promuovere un condiviso quadro di sviluppo civile, culturale ed etico. E’ stato questo il filo conduttore del discorso che Giovanni Paolo II ha rivolto, proprio in questi giorni, ai membri del parlamento di un Paese, la Polonia, candidato, insieme ad altre democrazie dell’Europa centrale ed orientale, ad entrare nell’Unione. “Se vogliamo che la nuova unità dell’Europa sia duratura, dobbiamo costruire su valori spirituali”, ha detto il Papa ed ha spiegato con grande chiarezza che questi non sono limitati ai cattolici ed ai credenti, ma possono essere una reale base di incontro per tutti. Il percorso è ben noto, e parte dalla persona, per una politica ed una legislazione che “circondi di particolare cura la famiglia, la vita umana, l’educazione della giovane generazione, che rispetti il diritto al lavoro e che sia sensibile ai bisogni dell’uomo concreto, specialmente di quello povero e debole”. ” “Questo significa un nuovo slancio di libertà e di civiltà europea: una libertà, ha ripetuto il Papa, ed è tanto più vero dopo le nuove tragiche immagini di guerra, “che esige un ininterrotto sforzo nel consolidarla e nel viverla in modo responsabile”. E’ anche la sfida dei 626 deputati europei, una sfida che l’opinione pubblica farà bene a seguire e pungolare con grande cura.” “