ASSISTENTI SOCIALI: CENSIS, “UNA PROFESSIONE CHE SODDISFA”

Una professione “in profonda trasformazione”. Così vengono definiti gli assistenti sociali in una ricerca svolta dal Censis su mille degli oltre 25 mila iscritti all’Ordine nazionale. “Gli assistenti sociali – si legge nella ricerca, presentata oggi a Roma – dichiarano di lavorare soprattutto con le singole persone; in futuro, i loro interlocutori saranno le famiglie e i gruppi. Con riguardo, invece, alle tipologie di disagio, l’attuale impegno per i problemi dell’infanzia e delle persone anziane sarà trasferito soprattutto ai problemi legati alle nuove forme di povertà e di esclusione sociale”. La ricerca evidenzia anche la forte motivazione che è spesso alla base di questo lavoro, come emerge dal fatto che “il livello di soddisfazione per la scelta professionale intrapresa è molto elevato, e pari al 70% degli iscritti all’albo”. “In tutte le professioni di aiuto – ha dichiarato al Sir Paola Rossi, presidente dell’Ordine – c’è sempre alla base una sofferenza vissuta rispetto ad alcuni momenti della propria vita, e la capacità di trasformare questa spinta in una capacità di accogliere la sofferenza dell’altro e di cercare insieme a lui delle risposte”.” “Tra gli aspetti critici vi è invece il rapporto con il volontariato. “Il dialogo tra volontariato e servizio sociale deve crescere – ha detto Luciano Tavazza, presidente della Fivol -. Fino ad oggi gli assistenti sociali hanno continuato a pensare al volontariato come campo del residuale, mentre il volontariato è passato dalla lotta contro la povertà alla ricerca della rimozione delle cause del disagio sociale. Il volontariato, da parte sua, deve accrescere la propria preparazione per stare vicino agli operatori sociali. Il ruolo del volontariato deve dunque essere di integrazione, e molto spesso di anticipazione, di ciò che lo Stato offre”.Alla presentazione della ricerca è intervenuto anche il ministro della Solidarietà sociale, Livia Turco, che ha rilanciato con forza il progetto di accorpamento dei ministeri del Lavoro, della Sanità e della Solidarietà sociale in un unico Ministero per i Diritti sociali.” “