DEBITO ESTERO: MONS. CREPALDI, “MISURE SPECIALI A TUTTI I PAESI POVERI”

La Santa Sede auspica che nelle misure speciali di riduzione del debito possano rientrare tutti i 41 Paesi poveri altamente indebitati (i cosiddetti Hipc, “high indebted poor countries”) e che si accelerino “in tempi ragionevoli” i meccanismi per rendere effettivo l’alleviamento del debito. Lo ha detto all’agenzia internazionale “Fides” mons. Giampaolo Crepaldi, sottosegretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, alla vigilia del vertice dei capi di Stato e di governo dei sette Paesi industrializzati (più la Russia) che si terrà a Colonia dal 18 al 20 giugno. Il summit è stato preceduto da un incontro preparatorio dei ministri delle finanze che hanno proposto l’estensione delle misure speciali di riduzione del debito a 36 fra i Paesi più poveri del mondo. Ora si attende l’approvazione definitiva dei capi di Stato. “Un ulteriore auspicio – ha proseguito mons. Crepaldi – è quello di tenere in considerazione i Paesi in situazione di post-conflitto, specie in Africa, o colpiti da disastri naturali, come in America Latina”. A parere del rappresentante della Santa Sede, “il problema va inquadrato nel contesto più ampio della tematica dello sviluppo. Alleviare o condonare il debito risolve solo in parte i problemi dei Paesi poveri: saranno comunque necessari ulteriori finanziamenti internazionali per indurre lo sviluppo”. Mons. Crepaldi ha sottolineato l’impegno su questo fronte della Chiesa e le numerose iniziative promosse dalle Conferenze episcopali, associazioni e movimenti. Ha poi riconosciuto che “da parte dei Paesi ricchi vi è un’attenzione maggiore, con proposte più interessanti sulla riduzione del debito. C’è soprattutto un consenso e un accordo più ampio. Si spera che questi elementi possano determinare innovazioni importanti nel quadro dei progetti in agenda”.