“Stiamo passando dal partito di ispirazione cristiana ai politici di ispirazione cristiana, disseminati ovunque. Il passaggio non è indolore”: E’ il parere del settimanale diocesano “Vita del popolo” di Treviso a proposito degli esiti delle elezioni europee. Il problema della “dispersione del voto cattolico” è affrontato anche da altri settimanali del Triveneto. “C’è la necessità di ripensare il ruolo e la presenza dei cattolici in politica – scrive la “Voce isontina” di Gorizia -: occorre prendere non soltanto atto della fine del ‘Partito unico dei cattolici’ ma anche dei diversi rivoli nei quali esso si è dissolto”. Ciò che “inquieta”, aggiunge il settimanale, “non è la possibile scomparsa della miriade di partitini o quella del termine ‘cristiano’ o ‘popolare’ da qualche stemma, ma la mancanza di capacità di proporre soluzioni creative ed originali di fronte a tematiche di enorme rilevanza antropologica, sociale e politica”. ” “Secondo “Il Popolo” di Pordenone “i valori della fede vengono scissi dalla politica, lo confermerebbe il grande successo della lista Bonino, che è alfiera di una morale sia sociale che familiare ben lontana dal cristianesimo”. Per “Verona fedele” “è vero che la Chiesa gerarchica oggi non deve dare indicazioni di schieramento partitico, ma i cattolici, in quanto cittadini, sono chiamati a fare discernimento sulle persone che li dovranno rappresentare e, una volta fatto, dirselo e dirlo apertamente senza falsi pudori” . La “Vita cattolica” di Udine ritiene quindi che l’esito delle elezioni sia “incerto” e l’opinione pubblica “ambigua”: “Nessuno può trarne giovamento, salvo una maggiore polarizzazione dell’elettorato – scrive -. A urne scrutinate, sembra ancor più problematica la stagione delle riforme”.” “” “