25 miliardi raccolti, 11 miliardi di crediti erogati “a numerose organizzazioni non profit per la realizzazione di imprese sociali, di campi profughi in Albania e Macedonia, di centri residenziali per persone portatrici di handicap, per interventi nei Paesi in via di sviluppo e per la ristrutturazione di appartamenti a favore di extracomunitari”. Questo il bilancio del primo trimestre di vita della Banca Popolare Etica, di cui si tiene domani, a Roma (ore 11.30 – Centro Congressi Frentani, via dei Frentani 4), un’assemblea ordinaria e straordinaria aperta anche ai non soci. Fondata tre mesi a a Padova, da oltre un mese la Banca Popolare Etica ha un ufficio di rappresentanza a Brescia e da pochi giorni un ufficio a Milano. “Al di là dei numeri – dichiara al Sir il direttore generale della Banca, Matteo Passini – lo stato d’animo è quello della soddisfazione per essere partiti bene, unito però alla volontà di mantenere questa tendenza e di arrivare a risultati sempre più affidabili, stabili, per guadagnare la fiducia della gente”. La differenza tra la Banca Popolare Etica e le altre banche, spiega infatti Passini, “è nella diversità dei valori: per noi sono essenziali la trasparenza, la partecipazione, la centralità della persona, il rispetto dell’ambiente. Essere fedeli a questa impostazione significa lavorare sempre mettendo questi valori davanti a tutto”. Nella Banca Etica, inoltre, “le motivazioni di dipendenti, soci e clienti coincidono, cosa che non capita spesso nelle altre banche”.