KOSOVO: IL REGISTA SERBO PASKALJEVIC, “SOLO LA TOLLERANZA CI SALVERÀ”

“La vera forza democratica che potrà unire i popoli europei è frutto della tolleranza. In Serbia dobbiamo tornare a quest’insegnamento fondamentale del cristianesimo”. Lo ha affermato Goran Paskaljevic, il regista serbo del film “La polveriera”, in un intervista che appare nell’ultimo numero della “Rivista del cinematografo”. “Oggi i serbi si sentono umiliati, umiliati davvero racconta Paskaljevic -. Queste bombe non sono cadute soltanto sugli obiettivi militari, ma anche su quelli civili: stazioni, ponti, infrastrutture sanitarie. I serbi non capiscono perché, non sanno quello che accade in Kosovo. Il bombardamento è una tattica sterile. Perché gli Occidentali non conoscono bene il popolo serbo: sono eroici, fieri, morirebbero tutti per la loro patria”. Il regista serbo descrive un “angoscia che cresce di giorno in giorno” e invita a “vivere insieme, serbi e kosovari”: “I Balcani sono fatti così – afferma – geograficamente ed etnicamente. Dobbiamo insegnare a tutti il rispetto delle differenze. Non ci possono essere paesi etnicamente ‘puliti’, in nessun luogo della terra. Tanto meno nei Balcani. Il nostro destino è vivere insieme: tutto il resto è utopia”. Secondo Paskaljevic per risolvere la crisi non sono stati “utilizzati tutti i mezzi della diplomazia e della politica a disposizione: altri interessi hanno vinto”. Il regista soffermandosi sulle molte vite stroncate dalla violenza di una parte e dell’altra, conclude: “Proprio perché conosciamo il valore della vita, possiamo, anzi dobbiamo, ricostruire tra noi i ponti della tolleranza, che la guerra ha distrutto. Entriamo nel nuovo millennio angosciati, feriti: ma se un essere umano è armato di speranza, è sufficiente”.