CARITAS DIOCESANE: “I DIRITTI DIMENTICATI DEI NUOVI POVERI”

“Per i poveri i diritti di cittadinanza non sembrano uniformi nel nostro Paese”. E’ il parere della sociologa Chiara Saraceno, intervenuta oggi a Roma al 25° convegno nazionale delle Caritas diocesane, dal titolo “L’anno di Misericordia del Signore. Cammini di carità verso il Giubileo”, che si concluderà il 24 giugno. Sono 550 i delegati diocesani provenienti da tutta l’Italia. A proposito della situazione “povertà” in Italia, Saraceno ha denunciato “l’aumento dei livelli di discrezionalità” e l’accentuazione della “logica puramente assistenziale”, ad esempio con i lavori socialmente utili. Per Saraceno, in attesa degli esiti della sperimentazione, la proposta di introduzione a livello nazionale del “reddito minimo di inserimento” potrebbe favorire l’integrazione “tra misure economiche e servizi di accompagnamento degli individui”. ” “Anche se tutto ciò potrebbe comportare due rischi: un “utilizzo clientelare di questo strumento da parte della amministrazioni pubbliche e dei politici locali” e un eccessivo “controllo sociale”. Saraceno ha ricordato che, dal 1980 al 1994, l’incidenza della povertà nel nostro Paese è aumentata di 2 punti, passando dall’8,3% al 10,2%. Si è accentuato inoltre il divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno, si è ridotto il rischio per i più anziani (grazie alla copertura pensionistica) mentre è aumentato per le famiglie con figli minori e con titolo di studio basso. Una novità segnalata dalla sociologa è l’aumento della “disoccupazione intellettuale” tra i laureati, passata dall’1 al 2% e triplicata al Centro e al Sud. ” “