La stabilità dei legami familiari, il “valore della nascita come componente essenziale della biografia individuale e collettiva”, l’impegno educativo da parte degli adulti, il dialogo col mondo della scuola. Sono questi, per il Ministro Livia Turco, “valori comuni” tra cattolici e laici su cui sviluppare “dialogo e concretezza” in tema di famiglia, la cui “difesa” è “decisiva per la libertà dell’uomo”, come ha osservato il card. Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna, intervenendo alla tavola rotonda organizzata ieri sera a Sanremo dall’Ufficio Famiglia della Cei e dal Cop. Secondo il cardinale, “bisogna decidere quale civiltà vogliamo per il futuro poiché la dignità dell’uomo interessa tutti. Su questo punto laici e cattolici possono ritrovarsi insieme, ad una sola condizione, però: che l’uomo non diventi padrone dell’altro uomo”. Ciò che occorre “trasmettere ai giovani”, per Tonini, “è la capacità di stimare la propria vita come valore intangibile, assoluto. La famiglia è il luogo del mistero”. Sul piano sociale e politico, ma anche in ambito ecclesiale, secondo Tonini, “la famiglia non può essere lasciata sola”: per questo è necessario un “esame di coscienza”, da parte della Chiesa, ha osservato il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Genova, aprendo i lavori del convegno. Il cardinale, in particolare, ha denunciato la “incapacità di riconoscere la coppia e la famiglia come autentici soggetti pastorali”. L’interesse della comunità ecclesiale, ha spiegato Tettamanzi, “sembra esaurirsi in ciò che gli sposi e i genitori fanno nella e per la Chiesa e non, in primo luogo, per ciò che essi sono”: di qui la necessità di “recuperare la pari dignità del sacramento del matrimonio, accanto a quello dell’ordine”.