MATRIMONI IN CRISI: LA PAURA DEL “PER SEMPRE”

E’ anche colpa della comunità cristiana, se le cause di nullità per i matrimoni religiosi sono aumentate del 68% nel 1998, stando ad una ricerca sui tribunali ecclesiastici regionali presentato ieri a Fermo, nelle Marche. A dichiararlo è Enrico Solmi, direttore dell’Ufficio di pastorale familiare della diocesi di Modena, uno dei relatori del convegno in svolgimento a Sanremo, per iniziativa dell’Ufficio Cei per la Famiglia e del Centro di Orientamento Pastorale (Cop) sul tema “I sacramenti dell’ordine e del matrimonio in comunione per la missione”. “Chi si accinge a sposarsi – spiega don Solmi – a volte non si domanda più se è ‘idoneo’ a farlo, dove sta andando con questa scelta, qual è il modo migliore per arrivarci”. Oltre ad un problema di “maturità personale”, per i “candidati” al matrimonio c’è anche un problema di “maturità relazionale”, a causa del quale – sostiene il sacerdote – “si cerca l’altro per bisogno, per colmare un vuoto, ma non per un serio progetto di vita”. La comunità cristiana, da parte sua, “ha il compito di garantire un futuro agli sposi cristiani: deve essere una comunità capace di accoglierli, di dedicare ai fidanzati e agli sposi iniziative particolari, sostenendo soprattutto il passaggio da coniugi a genitori, con tutte le difficoltà che ciò comporta per le giovani coppie”. Sul piano pastorale, inoltre, la Chiesa deve per Solmi “aiutare i giovani a non aver paura del ‘per sempre’, a superare l’appiattimento sul presente che la società propone alle nuove generazioni”. Di qui la necessità, conclude il relatore, di “itinerari e percorsi differenziati di pastorale familiare, con un’attenzione a tutte le famiglie, anche a quelle irregolari o in difficoltà”.