OBIEZIONE DI COSCIENZA: CARITAS A D’ALEMA, “APPLICARE AL MEGLIO LA LEGGE”

Una richiesta forte al Presidente del Consiglio Massimo D’Alema perché venga messa in atto la legge 230/98 sull’obiezione di coscienza, con la valorizzazione che ne consegue, è venuta dai 553 partecipanti al 25° convegno nazionale delle Caritas diocesane che si è concluso oggi a Roma. In una mozione comune si rinnova il “giudizio positivo e la soddisfazione” per la legge, con la constatazione preoccupata, però, dei “gravi ritardi burocratici che stanno dilazionando gli adempimenti dovuti”. Per questo i delegati, appartenenti a 181 Caritas diocesane, chiedono a D’Alema “un forte pronunciamento politico e atti concreti dal governo” che non mortifichino “la scelta del Parlamento, l’impegno degli obiettori, il sostegno adeguato alla formazione, le esigenze di programmazione degli enti convenzionati ed i bisogni della gente”. Le Caritas chiedono, inoltre, “l’assicurazione di risorse finanziarie adeguate per l’effettuazione del servizio civile fin dall’anno in corso”. Nella mozione si ricorda che l’obiezione di coscienza è “scuola pratica di educazione alla pace, itinerario di cittadinanza responsabile, intervento concreto contro l’emarginazione e le povertà”. Si esprime inoltre “perplessità” riguardo “all’ipotesi di introduzione del servizio militare professionale al posto di quello di leva”, mentre si chiede “l’istituzione di un servizio nazionale per tutti i ragazzi ed aperto alle ragazze che volontariamente intendano prestarlo”. La mozione si conclude con un invito alla presidenza della Caritas italiana a richiedere un’incontro con il Presidente del Consiglio.