Cambia la società, cambiano e si riducono le politiche sociali, cambia la famiglia: è questo lo scenario su cui l’Unci (Unione nazionale cooperative italiane) ha costruito il progetto dei “Centri e Circoli cooperativi”, strumenti pensati per difendere e valorizzare la famiglia nel nostro paese. Il volume omonimo, presentato questa mattina a Roma, ne illustra i contenuti. “Si tratta di un approccio concreto – ha detto durante il convegno il presidente nazionale Luciano D’Ulizia – per offrire forme nuove di auto-difesa di fronte alle crescenti difficoltà in cui molte famiglie si trovano”. Il riferimento è alla sanità sempre più costosa e a prestazioni ridimensionate, come pure alle pensioni su cui sono in vista ulteriori tagli. “Dobbiamo stare attenti a non pensare più in senso tradizionale alla ‘famiglia’ – ha rilevato il sociologo Stefano Petilli dell’Università di Roma – ma al ‘sistema famiglia’, visto che le famiglie ‘classiche’, con padre, madre e figli, in Italia sono meno del 50% del totale. Ben il 21% delle famiglie è infatti costituito da coppie senza figli, un altro 20-21% da famiglie costituite in realtà da una persona sola, e l’8% da famiglie con un solo genitore. Il sistema famiglia – ha aggiunto Petilli – in futuro si disarticolerà sempre di più”. Secondo l’on. Augusto Battaglia, per la famiglia c’è una “forbice” sempre più divaricata tra bisogni crescenti e risorse per lo più decrescenti, “mentre – ha aggiunto – si sono ridotti alcuni supporti importanti quali gli oratori, i cortili, l’aiuto della strada e del quartiere, un tempo ambiti educativi non secondari”. L’Unci propone contenuti e metodi di lavoro. Ad esempio, servizi autogestiti di carattere educativo e para-scolastico, assistenza ad anziani e handicappati, gruppi di vigilanza; iob-creation per giovani disoccupati, tutorship per avvio di esperienze imprenditoriali, programmi di orientamento e formazione a professioni e di assistenza sociale.