CARD. BIFFI: PERCHÉ AL NON CREDENTE È DIFFICILE CAPIRE LA CHIESA

“‘Edificherò la mia chiesa’. Non c’è in tutto il libro di Dio parola che dica in forma più esplicita e semplice l’origine della Chiesa dalla sapienza, dal cuore, dall’azione salvifica del Signore Gesù”, lo ha ricordato il card. Giacomo Biffi, richiamando il passo di Matteo, durante l’omelia pronunciata ieri a Bologna in occasione della festa liturgica dei Santi Pietro e Paolo. “Non si può separare la Chiesa da Cristo – ha proseguito il cardinale – comunione dei pastori che custodiscono la vera fede trasmessa dagli apostoli, nell’identico slancio d’amore verso tutti i fratelli”.” “Per comprendere il ruolo di Pietro è opportuno richiamare, secondo Biffi, la domanda posta da Gesù agli apostoli: “Voi chi credete che io sia?” e soprattutto la modalità della risposta: “E’ da notare che gli apostoli sono interrogati tutti insieme, ma risponde Pietro a nome di tutti quasi a dirci che nella Chiesa il collegio dei maestri autentici è se stesso …”.” “”La Chiesa – ha aggiunto il cardinale – é fatta di uomini e dunque di creature fatalmente deboli e peccatrici. Ma se anche il materiale impiegato è difettoso, l’artefice divino con la sua genialità e il suo affetto misericordioso ne sa ricavare un capolavoro.” “E’ ovvio che sia difficile al non credente percepirne l’incanto e il valore: gli manca il principio conoscitivo adeguato e il senso estetico soprannaturale in grado di coglierne la soprannaturale bellezza. Tutt’al più sarà dato al non credente di meravigliassi per la misteriosa vitalità della Chiesa, se pure non prevale in lui l’irritazione per l’irriducibile e intrigante permanenza di questa istituzione lungo tutti i secoli della storia”.” “” “