Il tema della non violenza deve essere posto al centro della testimonianza dei cristiani e degli appartenenti ad altre religioni. Una nonviolenza non improvvisata ma organizzata, non “un pacifismo generico” ma l’unione delle forze di tanti piccoli movimenti, per “far capire che si tratta di un pensiero politico forte, in grado di cambiare la storia”. E’ quanto è emerso durante l’assemblea di Pax Christi Italia, in corso in questi giorni a Verona, e che si concluderà domani. Mao Valpiana, del Movimento Nonviolento – ricordando figure come Gandhi, don Lorenzo Milani, Martin Luther King e movimenti popolari come quello di piazza Tiananmen o della rivoluzione contro Marcos nelle Filippine – ha lamentato il fatto che nelle scuole italiane “si insegni solo la storia delle guerre e mai quella della nonviolenza, che viene considerata ancora come qualcosa di folkloristico e di secondario”. Valpiana ha quindi invitato i diversi movimenti a lavorare insieme perché la nonviolenza diventi “una delle assi centrali del prossimo secolo”.” “Paolo Bertezzolo, preside di un liceo veronese, ha parlato ieri pomeriggio della dimensione religiosa del perdono e della nonviolenza, esortando le comunità cristiane e le grandi religioni a diventare “capaci di determinare la politica e le decisioni degli Stati”. “Esse – ha affermato – devono porre al centro della propria testimonianza questo tema che nasce dall’idea della misericordia di Dio, pena la perdita di credibilità e del significato della propria stessa presenza”. (segue) ” “