NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo il testo integrale della nota settimanale del Sir

A pochi giorni dalle elezioni del Parlamento Europeo, Romano Prodi ha presentato la nuova Commissione Europea, che terrà la prima riunione informale il 16 luglio. L’équipe, composta di 19 commissari, oltre al presidente è destinata a completare il mandato quinquennale della precedente commissione, interrotto dalle dimissioni dello scorso marzo, iniziando poi a fine anno un nuovo mandato pieno. A metà settembre dovrebbe compiersi l’iter di approvazione dei singoli commissari da parte del Parlamento e il 22 settembre è in calendario la prima riunione ufficiale della Commissione Prodi.” “Senza entrare nelle questioni politiche ancora aperte, legate all’atteggiamento dei parlamentari del gruppo dei popolari e dei democratici, in particolare quelli tedeschi, la coincidenza tra l’avvio della nuova commissione e della quinta legislatura del parlamento europeo solleva un tema in prospettiva molto rilevante anche per i nostri assetti politico-costituzionali, cioè gli sviluppi istituzionali dell’Unione europea.” “Jacques Delors infatti aveva proposto, prima delle elezioni, che le forze politiche, collegandosi a livello europeo utilizzassero l’occasione delle elezioni per il parlamento per indicare un candidato alla presidenza della Commissione, che avrebbe così avuto anche il sigillo della legittimità democratica e non solo la fiducia dei diversi governi, cui spetta invece, ai sensi dei trattati, il compito della designazione. Questo presupponeva un indirizzo di sviluppo istituzionale che vedeva nella commissione una sorta di “governo” europeo, legato da un rapporto fiduciario con il Parlamento. In realtà le cose sono assai più complesse, in quanto non è possibile oggi non fare i conti con il terzo vertice del “triangolo istituzionale europeo” cioè il Consiglio, formato dai ministri e comunque dai rappresentanti dei quindici Stati membri. Per cui il sistema di governo europeo in realtà è un sistema a rete, caratterizzato dal principio della codecisione e del negoziato permanente. Cosa che evidentemente suscita la critica già espressa dal generale De Gaulle di “areopago tecnocratico” o quella altrettanto diffusa di deficit di democrazia, ritornate con evidenza al momento della costituzione dell’Unione monetaria. E’ evidente comunque che ci troviamo in una fase di passaggio di grande interesse.” “Qualcuno in prospettiva avanza la possibilità di immaginare un’architettura costituzionale che trasformi il Consiglio in una sorta di Camera alta, sul modello del Senato americano, nel quadro di un sistema federale. Ma ancora una volta sarebbe una semplificazione. In realtà l’Unione presenta un modello istituzionale inedito, che qualcuno ha tentato di definire “federalismo inter-governativo” o “inter-statuale”. Esso presuppone comunque il mantenimento anche in prospettiva di un ruolo importante per gli Stati e soprattutto per gli apparati amministrativi o i sistemi di rappresentanza degli interessi a vario titolo istituzionalizzati. Maggiori incertezze invece si presentano a proposito della rappresentanza politica in senso stretto, che deve scontare l’ancora gracile strutturazione di forze politiche di respiro europeo. Questa legislatura del parlamento tuttavia può dare una positiva accelerazione, anche a costo di certe turbolenze con le altre istituzioni europee. I Paesi dell’Unione infatti sono alle prese con problemi non molto diversi di ristrutturazione e di compatibilità delle istituzioni di welfare, che richiedono decisioni coraggiose ed un preciso indirizzo programmatico.” “Ecco quindi le sfide su tre piani che si pongono ormai anche all’Italia. Certamente la guida italiana della commissione (ed un ruolo di primo piano affidato all’altro membro designato del nostro governo, Mario Monti) può rappresentare un ulteriore stimolo a raccoglierle.” “La prima è sulla capacità dell’intero sistema-paese di partecipare attivamente a questa complessa realtà di cooperazione e di competizione. La seconda è relativa alla qualità degli apparati, a partire da quelli della pubblica amministrazione, che sta attraversando una delle ricorrenti fasi di ristrutturazione ma oggi certamente è di fronte a sollecitazioni inedite. La terza è per le forze politiche italiane, chiamate a partecipare alla fase costituente del sistema politico europeo ed alla sua necessaria polarizzazione (in particolare intorno all’asse socialisti – popolari).” “Maggiori capacità di iniziativa su questi tre fronti potranno anche contribuire a chiarire il processo di sviluppo istituzionale dell’Europa unita ma prima di tutto a promuovere quella partecipazione e quello sviluppo della cittadinanza di cui tanto si parla ma che nessuno può dare per scontata, oggi ed in prospettiva.” “